Tricase | 19-23 GIUGNO, 2019 | 2° Edizione
ITALIANO
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L’India è donna e le donne sono il soggetto della bella mostra fotografica di Tamara Triffez. Sono donne giovani e donne anziane; donne sole e donne in gruppo; donne pensierose e donne che sorridono; donne che mostrano il viso e donne che lo nascondono sotto un lembo della loro sari. La sari è l’indumento femminile dell’India. Risale a duemila anni fa ed è arrivato immutato fino a oggi. Sono le sari delle donne a colorare le campagne e le città dell’India nonché le fotografie di Tamara. Al tempo dei Veda la donna indiana era libera. Sovrastava l’uomo con la sua personalità, con la sua intelligenza, con la sua sessualità. L’uomo la temeva. Decise di controllarla e di limitarne la libertà. Nel Manusmriti, scrive il legislatore Manu nel primo secolo dell’era cristiana: «In nessun caso la donna deve essere lasciata indipendente». Iniziò così il declino della condizione della donna indiana. L’hinduismo la considerò «impura» a causa delle mestruazioni e le precluse l’accesso ai Veda, le sacre scritture. Le invasioni islamiche prima e il colonialismo cristiano-britannico poi, aggravarono ulteriormente la posizione della donna indiana fino ad arrivare alle violenze sessuali e al femminicidio, fatto con gli aborti selettivi, dell’India di oggi. Ma la donna indiana non è stata sconfitta e, oggi più di ieri, lotta per riconquistare la libertà perduta. Tra le divinità dell’India, Durga è una dea molto venerata. È chiamata Maishasura Mardini, colei che uccide Maishasura, il re degli antidèi. Per gli hindu questo episodio rappresenta la vittoria del Bene sul Male. Durga è il simbolo della forza e del potere femminile. È chiamata anche «l’Inaccessibile». Quando la donna indiana si copre il viso con un lembo della sua sari, non lo fa per modestia ma per proteggersi da un mondo che le è ostile. Quel lembo della sari diventa così una sottilissima corazza che rende la donna indiana «inaccessibile», come la dea Durga. Nelle fotografie di Tamara, la donna indiana si prende una piccola rivincita: l’uomo non appare. È stato cancellato. Carlo Buldrini
VELATE SVELATE
MOSTRA FOTOGRAFICA
INAUGURAZIONE Mercoledì 19 Giugno | 18:00 Scuderie Palazzo Gallone TRICASE LA MOSTRA RIMARRA’ APERTA DAL 13 AL 30 GIUGNO Orario: 9:30 - 13:30 | 17 - 20:30
DI TAMARA TRIFFEZ
Tricase | 19-23 Giugno, 2019 | 2° Edizione
ITALIANO
MOSTRA FOTOGRAFICA VELATE SVELATE DI TAMARA TRIFFEZ INAUGURAZIONE Mercoledì 19 Giugno | 18:00 Scuderie Palazzo Gallone TRICASE LA MOSTRA RIMARRA’ APERTA DAL 13 AL 30 GIUGNO Orario: 9:30 - 13:30 | 17 - 20:30 L’India è donna e le donne sono il soggetto della bella mostra fotografica di Tamara Triffez. Sono donne giovani e donne anziane; donne sole e donne in gruppo; donne pensierose e donne che sorridono; donne che mostrano il viso e donne che lo nascondono sotto un lembo della loro sari. La sari è l’indumento femminile dell’India. Risale a duemila anni fa ed è arrivato immutato fino a oggi. Sono le sari delle donne a colorare le campagne e le città dell’India nonché le fotografie di Tamara. Al tempo dei Veda la donna indiana era libera. Sovrastava l’uomo con la sua personalità, con la sua intelligenza, con la sua sessualità. L’uomo la temeva. Decise di controllarla e di limitarne la libertà. Nel Manusmriti, scrive il legislatore Manu nel primo secolo dell’era cristiana: «In nessun caso la donna deve essere lasciata indipendente». Iniziò così il declino della condizione della donna indiana. L’hinduismo la considerò «impura» a causa delle mestruazioni e le precluse l’accesso ai Veda, le sacre scritture. Le invasioni islamiche prima e il colonialismo cristiano-britannico poi, aggravarono ulteriormente la posizione della donna indiana fino ad arrivare alle violenze sessuali e al femminicidio, fatto con gli aborti selettivi, dell’India di oggi. Ma la donna indiana non è stata sconfitta e, oggi più di ieri, lotta per riconquistare la libertà perduta. Tra le divinità dell’India, Durga è una dea molto venerata. È chiamata Maishasura Mardini, colei che uccide Maishasura, il re degli antidèi. Per gli hindu questo episodio rappresenta la vittoria del Bene sul Male. Durga è il simbolo della forza e del potere femminile. È chiamata anche «l’Inaccessibile». Quando la donna indiana si copre il viso con un lembo della sua sari, non lo fa per modestia ma per proteggersi da un mondo che le è ostile. Quel lembo della sari diventa così una sottilissima corazza che rende la donna indiana «inaccessibile», come la dea Durga. Nelle fotografie di Tamara, la donna indiana si prende una piccola rivincita: l’uomo non appare. È stato cancellato. Carlo Buldrini
SALENTO CINEMA FILM SOCIETY Viale Stazione, 26 - 73039  Tricase (Lecce) Italy. Ph. +39 0833.771821 Mob. +39 327.384.4320 info@salentoindiafilmfest.com www.salentoindiafilmfest.com    